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COSTELLATORI FAI DA TE

Aver fatto una formazione non significa essere un bravo costellatore. Significa, però, aver investito: aver investito tempo, risorse, propositi, speranze, sogni, desideri; aver dubitato mille volte di se stessi, delle proprie capacità, ma essere andati avanti, aver trovato il coraggio di andare avanti.
E infine ci si trova con la tesi in mano difronte alla commissione d’esame. Un pura formalità. Forse. E si aspetta il verdetto, si spera di non aver tradito la fiducia di chi ha creduto in te, di chi ti ha sostenuto in tutti questi anni. E, perché no, di far onore ai professori.

Bert Hellinger dice due cose sui costellatori che dubitano di sé: 
1) Ogni cliente trova il costellatore giusto per sé. 
2) Tutti coloro che non occupano il loro posto tradendo il loro mandato, lasciano che altri meno capaci prendano il loro posto danneggiando, in questo modo, i clienti, il campo delle costellazioni e se stessi. E questo può costare loro la vita.

Bene. Fare il costellatore non è “figo”. Non è un mestiere come un altro, come sostiene un mio “collega”. E poi ti può capitare, un giorno, di rendersi conto che c’è qualcos’altro, che non esiste solo quello che hai imparato, che tutto va avanti ed oltre.

Sarebbe stato molto più facile fare come tutti gli altri, applicare quello che hai imparato, e “se il cliente lo comprende, va bene, e se non lo comprende, va bene lo stesso, vuol dire che non era pronto.”

Ecco, sarebbe stato molto più facile, se mi fossi fermata lì, ma non ce l’ho fatta: sono stata costretta a proseguire per amore di mio marito, dei nostri figli, di tutti coloro che hanno buttato la spugna prima di me; ho dovuto andare avanti per ogni ragazza del mio paese morta, per ogni compagno di scuola perso, poi ancora un po’ oltre, per ogni cliente che con me non è riuscito a risolvere la propria inquietudine… ancora un poco avanti.

Il lavoro sulle Costellazioni ed il Sistema Gemellare è il risultato di anni ed anni di lavoro, anni ed anni di fiducia riposta in me da parte di mio marito, dei nostri figli, dei miei clienti.

L’idea che, adesso, qualche costellatore improvvisato possa mettere i suoi clienti sotto il velo, mi fa rabbrividire; guarda caso si tratta sempre di un gemellino piccolo nel suo sistema che si finge di esser grande.

Alcuni clienti combattono stati depressivi che, fino a quando non si ripercorrono i rapporti gemellari più importanti, sono sempre dietro l’angolo; il lavoro li mette a dura prova.

Invito a diffidare di chi si improvvisa nel campo delle costellazioni, ed ancor più di chi si improvvisa con il lavoro sulla Sindrome del Gemello Scomparso: non si tratta di un gioco, non posso “andare a vedere come lavora la tizia e poi lo faccio con i miei clienti, che ci vuole”.

Ci vuole serietà. Ci vuole coscienza. Ci vuole senso di responsabilità. Ci vuole deontologia professionale. E ci vogliono regole e leggi che tutelino il cliente e il lavoro in sé.
“È una forma di rispetto”, come dice un mio cliente, vittima di costellatori fai da te.