L'ordine gerarchico nel Sistema Gemellare

Vi prego di non confondere la scienza con la pseudoscienza.
In quello che scrivo qui di seguito c’è una parte scientifica.
Il resto si basa su osservazione fenomenologica in più di 2.000 lavori pratici dal 2009 ad oggi. Non ci sono studi a comprova di quello che scrivo.
Se tra i miei lettori c’è un medico, chimico, biologo, che può correggere eventuali inesattezze, ne sarei felice.

Una cellula uovo fecondata da uno spermatozoo viaggia per tre giorni all’interno delle ovaie, arriva nell’utero materno e qui si innesta.

Ogni divisione di questo organismo crea cellule staminali: i primi 5 giorni si tratta di cellule staminali totipotenti in grado di formare organismi embrionali, la placenta, le sacche di liquido amniotico e il liquido amniotico. Dopo il quinto giorno le cellule staminali sono pluripotenti e danno luogo solamente a organismi embrionali.
In alcune gravidanze siamo in presenza di due placente, in tutte le gravidanze siamo in presenza di almeno 5 sacche di liquido amniotico.
Su Google potete vedere immagini di ecografie con sacche multiple di liquido amniotico.

Fino a quando un organismo embrionale non abbia formato la stria primaria dalla quale origina l’asse cefalocaudale – 14 esimo giorno – ogni organismo embrionale forma cellule staminali embrionali che possono evolversi a organismi embrionali autonomi.

L’Ordine Gerarchico del Sistema Gemellare si deve a questa divisione e moltiplicazione delle cellule staminali embrionali.

Ogni sacca di liquido amniotico forma un sistema gemellare autonomo con al suo interno un sistema gerarchico dal più grande al più piccolo. Le sacche che si formano per prime, contengono in proporzione i fratelli gemelli più grandi, quelle che si formano per ultime i fratelli gemelli in proporzione più piccoli. Vista la crescita esponenziale delle cellule, la differenza può essere tanta tra una sacca e l’altra.

Come regola si può osservare che più un gemello è grande nel suo sistema, più è silenzioso e rigido, più è piccolo, più sarà movimentato e rumoroso. Per fare un esempio dei due estremi, Mario Monti e Peppe Grillo.

Noi abbiamo un posto nel nostro sistema gemellare. Solo uno.

Possiamo però rivestire diverse funzioni per i nostri fratelli. I piccoli ci vedono grandi, i grandi ci vedono piccoli.
Allo stesso modo, mettiamo il caso che nella sua sacca il Sopravvissuto è in una posizione media. Rapportato alla sacca con i fratelli più grandi, si sentirà più piccolo/inferiore, rapportato ad una sacca di fratelli più piccoli, si sentirà più grande/superiore.

Questi standard interiorizzati agiscono per tutta la vita.

La nostra sacca è sempre sostituita con la nostra famiglia d’origine.
Il Sistema Familiare mi attribuisce un posto al suo interno, per esempio sono l’ultimogenito, quindi il piccolo. Se io nel mio sistema gemellare sono grande, il posto che prendo in famiglia non lo sento mio: mi posso sentire alla pari o più grande del genitore o di un fratello maggiore. Viceversa, se sono piccolo nel mio sistema gemellare faccio fatica a rivestire il ruolo da figlio maggiore.

Ogni sacca sarà sostituita con un ambito di vita.

Nella nostra sacca la maggiore sofferenza la viviamo con la scomparsa del gemello specchio, uguale a noi, e con quelli che ho definiti i coetanei: “Se sono uguale a voi, perché mi avete abbandonato?” Così, nella coppia il gemello sopravvissuto spesso sceglie istintivamente il contrario di sé stesso, per non soffrire mai più allo stesso modo: Federico Fellini e Giulietta Masini, Sophia Loren e Carlo Ponti, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, ma anche Roberto Benigni e sua moglie Nicoletta Braschi, la stessa Monica Bellucci e Vincent Cassel.
Io posso quindi essere medio nella mia sacca, ma scegliere un fratello grande nell’altra sacca: accanto a lui mi sento più piccola di quanto non lo sono, quando non sono in sua presenza. E viceversa.

Mettiamo il caso che dalla posizione media nella sua, il sopravvissuto si rapporta alla sacca dei grandi vissuta successivamente come ambito lavorativo: porterà nella sua memoria corporea il sentire di essere meno rispetto ai colleghi, ai dirigenti, al capo. Questo sentirsi meno non è basato sul ruolo che riveste, sulla funzione che svolge o le sue capacità oggettive. Il Mobbing, la Sindrome del Burn-out, così come la Sindrome di Affaticamento Cronico hanno qui le loro origini.

Viceversa, se l’ambito lavorativo è vissuto come sacca dei piccoli, ci si può sentire più grandi rispetto alla posizione rivestita nella propria sacca. Non tutti reggono la responsabilità che gli viene attribuiti dagli altri – nella loro sacca avevano i loro fratelli grandi come riferimento e non si sentono all’altezza rispetto a loro. Spesso inoltre non sono soddisfatti, perché non stimano i piccoli, si sentono sprecati per quel lavoro.

Fuori nella vita non esistono grandi e piccoli. Esistono competenze che ognuno svolge nell’insieme delle nostre vite. Solo se prendo consciamente il mio posto nel mio sistema gemellare, io prendo il mio posto in tutti i sistemi successivi dei quali faccio parte. In famiglia sono piccolo in quanto figlio e nipote, accanto al mio partner sono alla pari, nei confronti dei miei figli sono grande. Non per massa corporea, ma per le mie azioni e le funzioni che svolgo all’interno del sistema del quale faccio parte, per la responsabilità che mi assumo. Lo stesso vale per il mondo lavorativo e per il mio ruolo sociale di cittadino.