Ambito Lavorativo e Professionale | Gemello NATO SOLO

CONDIZIONAMENTI NELL’AMBITO LAVORATIVO E PROFESSIONALE

I lavori di Costellazioni per la risoluzione dei traumi derivanti dalla perdita di fratelli gemelli durante la fase della gestazione toccano in modo sempre più evidente la tematica del lavoro: abbiamo potuto osservare come le dinamiche del Sistema Gemellare producano i loro effetti anche in ambito lavorativo e professionale.

Per milioni di anni siamo stati cacciatori e raccoglitori. Gli esseri umani si sono evoluti ed affermati come animali che vivono in branco, pertanto siamo predisposti geneticamente a vivere all’interno di un sistema: occupare il nostro posto all’interno del sistema d’appartenenza ci garantisce la vita.

Il riconoscimento del proprio posto ha inizio in fase intrauterina. 350 milioni di anni fa si è formato quello che, sulla scala evolutiva, rappresenta il nostro primo cervello; un altissimo numero di neuroni, ancorati nelle fasce solco temporali del tronco encefalico, ha l’unica funzione di riconoscere la massa corporea e la forma degli altri essere viventi in tutte le loro sembianze, anche al buio: in poche frazioni di secondo siamo in grado di riconoscere chi ci troviamo davanti, a relazionarci attraverso il paragonane, a prendere il nostro posto “sottomesso” o “al di sopra” dell’altro; in principio l’unico criterio di classificazione era la grandezza, che, in termini evolutivi, si traduceva con la forza e la capacità di alimentare se stessi e la propria progenie; riconoscere l’ordine gerarchico all’interno del gruppo d’appartenenza era ed è di vitale importanza.  L’ordine gerarchico è impresso nel tronco encefalico del Gemello Sopravvissuto, completamente formato e funzionale entro i primi 40 giorni di vita intrauterina.

Nei lavori pratici di costellazioni prenatali i clienti hanno riconosciuto almeno cinque diverse sacche di liquido amniotico compresenti durante la propria fase di gestazione. Le sacche hanno al loro interno un numero altissimo di organismi embrionali, ognuno dei quali forma un sistema a se stante, con un preciso ordine gerarchico, dal più grande al più piccolo membro del sistema. La sacca che si forma per prima contiene i fratelli in proporzione più grandi.

Quando, durante le costellazioni che ripercorrono il vissuto intrauterino, i fratelli gemelli iniziano a scomparire, il cliente reagisce con la fuga; naturalmente le sacche di liquido amniotico non possono rompersi, dato che in tal caso finirebbe la vita al loro interno: l’unica fuga esercitata consiste nel porre l’attenzione fuori dalla propria sacca, verso le altre sacche, come quando, seduti al cinema, ci si immedesima nei personaggi del film proiettato.

Così come, dalla sua sacca di liquido, il Gemello Sopravvissuto amniotico guarderà “fuori”, similmente egli guarderà al mondo. “Fuori” ci sono le altre sacche, con gli altri fratelli al loro interno. Anche qui il Gemello Sopravvissuto riconosce un determinato ordine gerarchico ed il capo branco, ed anche verso questa sacca egli si relazionerà in base alla propria “grandezza”: se nella sua sacca di liquido amniotico egli è un gemello piccolo, si rapporterà verso tutti gli altri ambiti della sua vita da piccolo. La nostra lingua traduce piccolo in inadeguato, incapace, non all’altezza, inferiore, immeritevole …

Ho elaborato questo schema che mette a disposizione un semplice ma utile esempio:

C = cliente

G = gemello grande

M = gemello medio

P = gemello piccolo

 

I  sacca:    G—————————-M————————-P

II sacca:             G————–C———-M————————–P

 

In questo esempio, per il cliente, le ricadute in ambito professionale sono innumerevoli: un soggetto medio-grande al’interno della propria sacca di appartenenza, formatasi dopo e in proporzione con fratelli più piccoli (= II sacca) rapportandosi all’altra sacca (= I sacca) si percepisce più piccolo. Viene, per così dire, retrocesso: può non sentirsi all’altezza di rivestire un ruolo professionale subalterno malgrado la propria preparazione o avere la percezione di non essere riconosciuto come “grande” dagli altri, dai dirigenti, dai colleghi.

 

In alcuni casi – non rari – il Gemello Sopravvissuto (= C) si identifica con uno dei fratelli al di là del velo (= AE), smettendo, per così dire, la propria personalità per vestire i panni del fratello e concentrare tutta la propria attenzione su quell’ambito della via con cui identifica tale fratello. Lo possiamo osservare nelle persone che hanno molto successo nella vita professionale mentre non hanno  una vita privata gratificante.

C = cliente

AE = alter ego

G = gemello grande

M = gemello medio

P = gemello piccolo

 

I  sacca:  G————————AE—-M——————————P

 

II sacca:             G—————-C———–M——————————P

 

Le sacche di liquido amniotico con i fratelli gemelli al di là del velo costituiscono la matrice di futuri rapporti sostitutivi in tutti gli altri ambiti della nostra vita, con ripercussioni talvolta gravissime per la realizzazione professionale e la ricerca del partner, anche se, per chi non conosce la tematica della sindrome del gemello scomparso, ciò può in un primo momento risultare difficile da comprendere. Ripeto, il mio lavoro si basa unicamente su fenomeni osservati durante innumerevoli sessioni di costellazioni familiari, durante le quali, pure se svolte in varie città, con protagonisti e rappresentanti sempre nuovi, i risultati appaiono sorprendentemente coerenti ad un determinato filo conduttore. Le cause di ciò sono da ricercare nella matrice biologica della nostra genesi.

La corteccia prefrontale è comparsa nell’essere umano solamente 8 milioni di anni fa; in utero essa si forma ed è completamente funzionale solamente alla fine del 5 mese, quando i fratelli gemelli e le altre sacche di liquido amniotico non ci sono già più: da tale circostanza deriva la grande difficoltà di trovare una soluzione a problemi relazionali che hanno le proprie radici in traumi verificatisi quando ancora non si era formata tale parte del cervello, capace di collegare le percezioni alle immagini di ciò da cui sono determinate.